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giovedì 26 ottobre 2017

In coppia



La vita di coppia è da sempre molto analizzata da studiosi di vari campi, come l’antropologia, la storia, la psicologia, l’economia ecc.
Senza alcun dubbio loro e voi avrete avuto modo di vedere che una coppia ha diverse fasi alterne, che può essere considerato il filo rosso che le accomuna tutte.
L’inizio è, senza alcun dubbio, travolgente e passionale, è più o meno mentale, ed i protagonisti di quella che possiamo chiamare love story voglio quell’intimità necessaria per dare sfogo al desiderio sessuale.
E solo quelle coppie che possiamo definire “consolidate” e certe delle proprie scelte decideranno di fare un ulteriore passo avanti: convivere prima e poi, se sarà il caso ed il desiderio, mettere al mondo dei figli.
Alcune coppie nascono dal desiderio di soddisfare la reciproca capacità di compensazione; difatti, vi sarà capitato di sentire coppie affermare che stanno assieme perché si compensano a vicenda.
In queste coppie, col passare del tempo, però, emergono delle difficoltà, e dopo il grande amore iniziale spesso termina con un sentimento di odio altrettanto forte, come se l'amore iniziale fosse stato dimenticato o come se valesse molto meno dell'odio che l’ha sostituito. Vi è una scissione in cui saranno protagonisti delusione, rabbia, odio ecc.: si comincia ad avere delle relazioni extra-coniugali, che per puro caso e per volontà implicita vengono allo scoperto. La rabbia e l’odio saranno gli ingredienti delle loro conversazione, in cui si diranno tutto quello che è stato represso per anni.
Uno dei due proverà a chiedere il divorzio, ma è una situazione che andrà avanti anche per anni, fino a quando la coppia non si separerà per molti altri motivi, ad esempio quando andranno via di casa i figli. Oppure, per motivi di lavoro ci si deve separare.

Esistono anche coppie che hanno un rapporto sano.
Queste relazione si basano sulla fiducia, sulla complicità, sull’attrazione/passione rinnovata, non fingono di essere una coppia felice, come spesso avviene nelle coppie di cui ho accennato.
Vi è il desiderio reciproco fisico quanto mentale che  attrae e mantiene energetico il legame.
L’intimità e l’empatia permette loro di osservare ogni cosa dalla propria ottica e all'ottica
dell'altro. Vi è una forma di stabilità al loro interno che li fa sentire amati e di amare, di sentirsi stimati e di stimare e di sapere che per l’altra persona si è importanti e viceversa.
Ci si coccola e accudisce, si è solidali e ci si sostiene.

Nelle coppie deve esserci reciprocità, perché è indispensabile, nel dialogo e nei confronti, soprattutto quando ci sono conflitti, riconoscere gli errori propri e dell’altro, che permette di continuare assieme il percorso che si è intrapreso.
Insieme si superano i problemi della vita quotidiana, o a progettare insieme il loro futuro, e perdonarsi (ovviamente, questo dipende da molti fattori, ad esempio se perdonate un tradimento, ma la cosa vi urta per principio, meglio evitare, tanto con il tempo vi ritradirà e sarete nella stessa condizione in cui vi state trovando).
Un errore comune delle coppie e quella di voler vedere a tutti i costi le affinità e le somiglianze, senza tener conto di ciò che vi caratterizza e vi distingue: ciò uccide la coppia. Ricordatevi che siete degli individui unici e non un “noi” che deambula!
Nei casi di conflitti e nei periodi di crisi, di solito, si tende a dare la colpa al proprio partner dei propri malesseri o disagi, questo non è leale e non fa altro che aprire delle ferite che conducono alla separazione. E detto tra noi, è una fortuna se vi separiate, perché vivevate in una relazione malata.

Nelle discussioni bisogna imparare a non urlare e prevaricare sull’altro, ma ascoltare ed ascoltarsi in silenzio, perché vi farà riflettere su molte cose e vi permetterà di riflettere su di voi e su ciò che sta accadendo nella vostra vita/coppia. Domandarsi, in questi casi, se si può fare qualcosa per salvare la relazione. Il mettersi a tavolino aiuta sempre.
Evitare come il fuoco di criticare l’altro con terze persone, perché non vi renderà una persona migliore, ed il più delle volte vi troverete soli.
Rispettarsi per quelli che sono i principi, i valori, le passioni e le tradizioni di entrambe.

Da sempre la coppia ha due bisogni fondamentali: intimità ed autonomia.
L’intimità vi permette di avvicinarvi sia dentro di voi che dentro l’altro, al fine anche di manifestare i propri pensieri, sentimenti, emozioni ecc. E noterete che l’esperienza emotiva ed affettiva vi renderà liberi e consapevoli dei molti aspetti della vita.
Ad esempio nella sessualità fingere un orgasmo solo per far piacere all’altro, non vi renderà piacevole far l’amore, ma vi farà sentire in colpa. 

Far l’amore deve essere un piacere reciproco.

L’autonomia significa sentirsi una persona unica (vi ho già fatto cenno sopra), quindi non vuol dire assolutissimamente scopare con chi vi pare e piace, fare quello che vi pare e piace e così via, perché quello non è vivere in coppia, ma ben altro: ed è forse il caso di interrompere la relazione, vivere per conto vostro e se non state in pace con voi è il caso di iniziare una terapia.
Una coppia stabile è quella che avrà una  fondata sul bisogno di autonomia e di intimità.
Ognuno all’interno della coppia deve trovare un suo equilibrio tra questi due bisogni.

Solo le coppia equilibrate riusciranno a passare, fluidamente, dal passare dall’uno all’altro bisogno. Stiamo parlando di relazioni con un alto livello di maturità (il che non vuol dire stare assieme da anni.). Inoltre, in queste coppie di due bisogni sono talmente integrati che è possibile essere autonomi, avere intimità con l’altro e con sé. Ciò è legato anche ad un altro livello di autonomia personale (non è legato al fattore economica, ma alla capacità di gestire i propri bisogni e quelli di chi vive con loro) oltre che di autostima.

Ricordatevi che dovete condividere oltre le emozioni, gli interessi anche la sessualità, perché se così non fosse, significa che non state vivendo una situazione equilibrata.

sabato 10 giugno 2017

Linguaggio al lavoro: saper fare con le parole



Come avrete avuto modo di leggere dalle mie informazioni personali, sono una manager e il mio lavoro ha molte peculiarità, tra cui quello di dare indicazioni al mio staff. Alcune di queste informazioni riguardano, per l'appunto, la loro formazione.
Ed eccomi qua a parlare di linguaggio al lavoro ed alla sua importanza vitale: non solo per evitare grame, ma per cultura personale. 

Per continuare a leggere ti invito qui 

martedì 6 giugno 2017

Tra motivazione individuale e performance



Negli ultimi anni gli psicologi sono stati impiegati molte nel cercare di rispondere alla domanda sull’esistenza o meno di una relazione tra motivazione e performance.
Vroom è stato tra i primi ad indicare che i due fattori si influenzassero a vicenda, non era però riuscito a dimostrarlo scientificamente.
Recentemente, invece, partendo proprio da lui, e tenendo conto degli studi sulla motivazione, sulla performance e sulla loro relazione, vi sono stati risultati soddisfacenti.
Si è riscontrata anche la teoria di Herzberg, che ha sostenuto quanto i fattori motivazionali intrinseci concorrono alla soddisfazione dell’individuo.
Non si può negare che la soddisfazione sia il principale fattore che alimenta il ciclo e dipende a sua volta dai valori di performance e motivazione, e la relazione si autoalimenta fino a che uno dei tre elementi viene a mancare. Tale teoria si basa solo su fattori intrinseci, per gli autori i fattori estrinseci non portano ad un aumento delle performance.
E’ emerso che i lavori complessi siano più soddisfacenti dei lavori ripetitivi, che spesso sono carenti di significato e richiedono abilità inferiori a quelle che il lavoratore percepisce di possedere.
Queste sono le cinque caratteristiche del lavoro individuate e che dovrebbero influenzare la soddisfazione e alimentare il ciclo introdotto sopra attraverso un aumento delle prestazioni, ossia:
Varietà di abilità: il grado entro il quale siano necessarie abilità e competenze diverse per lo svolgimento di una determinata attività. I dipendenti sperimentano una condizione di maggiore significatività del lavoro quando esso richiede differenti competenze rispetto ad attività elementari o di routine.
Identità del compito: riguarda la misura in cui un dipendente sia in grado di iniziare e completare una attività lavorativa. Poter contribuire ottenendo risultati visibili e misurabili.
Significato del compito: grado in cui un compito impatta sulla vita degli altri, all’interno dell’organizzazione ma anche all’esterno.
Autonomia: grado di libertà, indipendenza e discrezionalità che un individuo ha nell’esecuzione del proprio lavoro. E’ una delle caratteristiche più importanti tra tutte e cinque.
Feedback: misura in cui un determinato compito fornisce informazioni sulle prestazioni dei dipendenti Quando un individuo ottiene una tempestiva informazione riguardo alle proprie performance allora può intraprendere eventuali azioni correttive o migliorative.
Il lavoratore quindi oltre alle competenze deve avere soddisfazione legate al contesto in cui lavora e deve poter crescere e sviluppare le proprie competenze professionali.
In pratica il lavoro deve essere visto come qualcosa di importante, i risultati raggiunti dall’azienda devono rispecchiare anche i loro obiettivi, e se lavorano male inficiano sugli obiettivi da raggiungere.
Se vogliamo che sia buona la prestazione delle risorse umane bisogna motivarli positivamente.

venerdì 2 giugno 2017

Il sesso delle donne



Chi vi ha detto che alle donne il sesso non interessa, sta mentendo spudoratamente.
Interessa eccome.
E vi dirò di più! Non cercano il principe azzurro che la va a cercare e portare via da situazioni pericolose ed imbarazzanti. Cercano un uomo capace di farle avere degli orgasmi multipli e di farle gonfiare il clitoride e di irrorarle le pareti vaginali fino a farle sentire scoppiare.
La relazione, semmai la si può cercare, ma in un latro momento. Di certo non quando escono per acchiappare, e sapete bene come sono vestite, visto che ognuno di noi le ha davanti in qualsiasi momento della giornata, e non solo nei week end, perché si scopa anche a tutte le ore.
C’è da dire che sin da bambine, le donne sono immerse in un mondo maschile, convinte che sia giusto così per loro. Ed allora si cibano di fiabe, tradizioni religiose, educazione castrante e respirano una cultura dominante che non fa altro che rafforzare l’idea che la donna sia un oggetto alla diretta dipendenza dell’uomo, che può decidere per lei anche la morte (il femminicidio vi ricorda qualcosa?) ed all’uomo appartiene anche la sessualità della donna (e di esempio ne abbiamo sin troppe, basta anche guardare le nostre madri, nonne ecc.).
 C’è voluto la filosofa belga Luce Irigaray (1974), che ha dedicato molta attenzione a questo tema, ci spiega come il pensiero maschile abbia imposto l’uomo quale soggetto universale della conoscenza, inventore delle regole sociali, unico detentore del potere e della morale. Non solo Irigaray, anche altre ed altri studiosi hanno puntato il dito verso la visiona maschilista della donna, che deve vivere in un mondo fallocentrico.
In questo emisfero la loro donna ancella non esiste, perché le donne come gli uomini capaci, tenaci, forti, potenti: creano e distruggono regni e imperi, inventano il futuro, decidono, popolano il mondo di libri e statue che li ritraggono. Le donne crescono con l’idea di farsi oggetto, di dover essere testimoni passive della propria vita e della storia. Poi se si studia meglio, si scoprono eroine e donne autonome e coraggiose che meritano il ruolo di protagonista.
I mutamenti profondi in ambito sociale e non solo, nel mondo occidentale, hanno consentito alle donne di emergere e di conquistare parità dei diritti e consapevolezza, anche quella di aspettare il principe azzurro.
Nonostante i movimenti femministi più recenti, manca ancora una certa consapevolezza e rispetto per la propria esperienza sessuale, che si considera di secondo piano rispetto agli uomini, che continuano a giudicarle se escono per l’acchiappo o se la danno e non vogliono una relazione.
D’altra parte la sessualità femminile è sempre stata controllata, gestita, negata dal pensiero maschile dominante. È stata considerata sospetta, ambigua, deviante, colpevole e contro natura, nonché causa di malattie.
Forse è il caso di soffermarci su questo modo di vederci e di essere meno mercenarie con la nostra consapevolezza di donna che scopa. E ci sono donne che vanno pazze per il cazzo, altre per la figa ed altre ancora a cui piacciono entrambe.
E a chi non piace la cosa, se ne può fare una ragione e scopasse di più.

TANTO TEMPO FA

Tanto tempo fa, quando non c’era mio marito nella mia vita, nel mio letto ed a leccarmi la figa ed io a fargli venire la voglia di cav...