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lunedì 19 giugno 2017

Il calo del desiderio



Recentemente una mia amica mi ha raccontato della sua crisi relazionale.
Da tempo non sente più il desiderio di avere rapporti sessuali con suo marito, che a suo dire non le fa mancare nulla, ma non è più come un tempo.
Forse non è più innamorata e vorrebbe capirlo.
Questa esperienza mi ha fatto chiedere quanto sia importante in una relazione il sesso.
Nessuno di noi può negare che l’intimità fisica è importante ed aiuta a far crescere le persone e la relazione di coppia: il che  significa sentirsi amati in maniera privilegiata.
Oltre agli interessi in comune, la progettualità, la condivisione, la comunicazione vi è il sesso, che è la manifestazione corporea di chi siamo.
Quando manca il sesso, la coppia consapevole sa che si sta trattando di un momento, magari ci sono dei problemi di salute che lo impediscono, ma non sempre è così: basta osservare come sono i baci e gli abbracci con cui comunichiamo all’altra persona il nostro trasporto, e la mancanza di rapporti sessuali a volte è l’apice di qualcosa che si è rotto tanto tempo fa.
Si può provare, in casi particolari e dietro prescrizione medica, con dei farmaci per ravvivare un pene ammosciato da stress e noi, o un lubrificante vaginale che aiuta a scaldarsi, ma quanto può durare tutto questo?
Si deve anche far attenzione alla comunicazione interna alla coppia che diventa poco chiara e contamina la sfera del desiderio.
Allora è bene fermarsi, interrogarsi su cosa stia accadendo all’interno di essa e nella vita di entrambe. Si può chiedere aiuto ad un esperto della relazione per capire e capirsi meglio.
Magari anche per conoscersi meglio, forse diventa anche l’occasione per capacitarsi che vi sono momenti belli e brutti, piacevoli e meno piacevoli. Attendere che ci si innamori dell’altro.
A volte è solo l’inizio dell’addio.
E scegliere di cambiare vita, o scegliere di stare assieme e magari optare per una vita parallela.

venerdì 12 maggio 2017

Gli amori



 Gli amori me li sono sempre immaginati così: due persone che, l’uno dinnanzi all’altro, si guardano fissi negli occhi e senza dirsi tante cose, lasciavano raccontarsi attraverso il battito dei loro cuori, l’odore della pelle emozionata e la salivazione a zero.
Me li immagino talmente assorti, in cui nessuno dei due s’accorgeva che il tempo passava ed era ora di andare.
Era sempre ora di andare.
Si poteva sempre tornare a ricordarsi, nell’intimità.
Ricordare l’estate appena finita in cui ci si incontrava sempre per puro caso. E sempre per puro caso si chiedevano informazioni sul perché e con chi si era sulla spiaggia, se il sole era troppo cocente o se la sera ci si sarebbe potuto vedere in piazza per un saluto o per scambiarsi un libro da leggere il giorno seguente, magari al riparo dal sole o distesi sul letto, mentre il vento muove le tende e la voglia di finirlo al più presto per poterne avere un altro. E così dare risposta alla lettera che si era trovata al suo interno.
Si declamava la passione e l’erotismo era fatto di pudore e di attimi, in cui gli occhi furtivi correvano a cercare ancora una volta un momento da sognare poi la notte.
Gli amori erano vissuti all’interno della propria testa, in cui nessuno poteva cibarsene e svilirli.
Si attendeva il giorno dopo per avere ancora un altro ricordo da non dissipare, ma di cui vivere.
Come campi di grani maturi cibano il futuro e la fame di sentimenti puri e sani, che non hanno nulla a che fare con certi atteggiamenti sbrigativi di cui ci circondiamo.
Sono talmente sporchi e volgari che un sito di incontri è il luogo più sano in cui andare a trovare ristoro.
Ora è tutto così labile e fugace che non vi è spazio per le attese ed i rapporti sono solo prestazioni degne di una prostituzione da quattro soldi.
Ci sono però delle piccole oasi d’amore, in cui gli afflati non si spengono mai, ma vivono di attimi e di sollievo. quello stesso sollievo in cui il riposo era composto di sogni ed attese.  In cui lo sfiorarsi era indispensabile per amarsi e per rinsaldarsi.
Alla mia età (non sono una vecchia sciura), dopo averne assaporate di esperienze sessuali, anche tra le più ovvie e banali, mi ritrovo ad aver voglia di ben altro del solito sperma che mi cola ovunque, voglio anche le emozioni che sono attorno a tutto l’atto sessuale.
Il mio uomo deve amare le attese ed avere la capacità di perdere il proprio sguardo mentre ammira un campo di grano, in cui il vento ne accarezza le spighe prossime alla maturazione.
Deve attendere di ricevere una risposta od una confidenza come si attende il cibo, perché deve capire che i sentimenti si rendono vivi e fecondi.

TANTO TEMPO FA

Tanto tempo fa, quando non c’era mio marito nella mia vita, nel mio letto ed a leccarmi la figa ed io a fargli venire la voglia di cav...