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giovedì 12 ottobre 2017

Le belle a pagamento



Andare a letto con uno sconosciuto o più sconosciuti richiede una mentalità aperta senza dubbio, richiede pelo sullo stomaco, grande disponibilità, perspicacia ed empatia per capire i gusti del cliente, e naturalmente fiducia in pochi di essi e concessione del proprio corpo secondo anche gusti personali ed attitudini.
Per tutte le persone che ritengono il sesso legato esclusivamente all’amore, andare a letto con una persona sconosciuta ed immaginarsi con lei ed aprirsi in cambio di soldi può causare sensi di colpa e molti altri problemi, quindi meglio lasciar perdere!
La stessa cosa dicasi per chi fa sesso a pagamento solo per denaro: non solo potrebbe generare “schifo”, ma causerebbe dei danni che richiederebbero una terapia.
Bisogna, in pratica, essere leggeri e vedere i clienti per ciò che sono: persone che pagano per avere momenti idilliaci ed in cui colmare dei vuoti e delle esigenze che in una relazione vissuta alla luce del giorno difficilmente avrebbero.

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sabato 10 giugno 2017

Linguaggio al lavoro: saper fare con le parole



Come avrete avuto modo di leggere dalle mie informazioni personali, sono una manager e il mio lavoro ha molte peculiarità, tra cui quello di dare indicazioni al mio staff. Alcune di queste informazioni riguardano, per l'appunto, la loro formazione.
Ed eccomi qua a parlare di linguaggio al lavoro ed alla sua importanza vitale: non solo per evitare grame, ma per cultura personale. 

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martedì 6 giugno 2017

Tra motivazione individuale e performance



Negli ultimi anni gli psicologi sono stati impiegati molte nel cercare di rispondere alla domanda sull’esistenza o meno di una relazione tra motivazione e performance.
Vroom è stato tra i primi ad indicare che i due fattori si influenzassero a vicenda, non era però riuscito a dimostrarlo scientificamente.
Recentemente, invece, partendo proprio da lui, e tenendo conto degli studi sulla motivazione, sulla performance e sulla loro relazione, vi sono stati risultati soddisfacenti.
Si è riscontrata anche la teoria di Herzberg, che ha sostenuto quanto i fattori motivazionali intrinseci concorrono alla soddisfazione dell’individuo.
Non si può negare che la soddisfazione sia il principale fattore che alimenta il ciclo e dipende a sua volta dai valori di performance e motivazione, e la relazione si autoalimenta fino a che uno dei tre elementi viene a mancare. Tale teoria si basa solo su fattori intrinseci, per gli autori i fattori estrinseci non portano ad un aumento delle performance.
E’ emerso che i lavori complessi siano più soddisfacenti dei lavori ripetitivi, che spesso sono carenti di significato e richiedono abilità inferiori a quelle che il lavoratore percepisce di possedere.
Queste sono le cinque caratteristiche del lavoro individuate e che dovrebbero influenzare la soddisfazione e alimentare il ciclo introdotto sopra attraverso un aumento delle prestazioni, ossia:
Varietà di abilità: il grado entro il quale siano necessarie abilità e competenze diverse per lo svolgimento di una determinata attività. I dipendenti sperimentano una condizione di maggiore significatività del lavoro quando esso richiede differenti competenze rispetto ad attività elementari o di routine.
Identità del compito: riguarda la misura in cui un dipendente sia in grado di iniziare e completare una attività lavorativa. Poter contribuire ottenendo risultati visibili e misurabili.
Significato del compito: grado in cui un compito impatta sulla vita degli altri, all’interno dell’organizzazione ma anche all’esterno.
Autonomia: grado di libertà, indipendenza e discrezionalità che un individuo ha nell’esecuzione del proprio lavoro. E’ una delle caratteristiche più importanti tra tutte e cinque.
Feedback: misura in cui un determinato compito fornisce informazioni sulle prestazioni dei dipendenti Quando un individuo ottiene una tempestiva informazione riguardo alle proprie performance allora può intraprendere eventuali azioni correttive o migliorative.
Il lavoratore quindi oltre alle competenze deve avere soddisfazione legate al contesto in cui lavora e deve poter crescere e sviluppare le proprie competenze professionali.
In pratica il lavoro deve essere visto come qualcosa di importante, i risultati raggiunti dall’azienda devono rispecchiare anche i loro obiettivi, e se lavorano male inficiano sugli obiettivi da raggiungere.
Se vogliamo che sia buona la prestazione delle risorse umane bisogna motivarli positivamente.

sabato 27 maggio 2017

Il buon’umore



La mattina, non scegliete solo il vestito da indossare, scegliete, soprattutto i pensieri da indossare, e la vostra giornata cambierà!!
Magari cominciate con il sorriso, che è il modo più potente per cambiare il tuo look.
Vi conferirà autorevolezza, leggerezza ed ironia, che di questi tempi non è poca cosa.
Vogliamo considerarlo come il nero, che oltre che sfinare, sta bene con tutto, o quasi?
The smile is new black!
Ebbene si! Il sorriso è il nuovo nero che vi renderà veri, allegri, autentici, vivi, intelligenti e sexy ( non abbiate mai paura della vostra meravigliosa sensualità!)
Ed allora potete cominciare a dimenticare i vari:
·        Non posso;
·        Forse;
·        Ma;
·        Però,
·        Devo;
·        Vorrei
Sapete quante volte vi siete riempiti la bocca e la testa con l’ipotesi di qualcosa che vorreste fare/essere?
Tante! Troppe volte.
Allora cominciate con il VOGLIO e basta.
Cominciate a cambiare, facendolo la mattina prima di uscire.
Vi renderete conto che avete delle risorse insospettabili che possono solo migliorare la vostra vita.
Non fissatevi con la paura di considerare che sia la fine di qualcosa. Lo è indubbiamente, ma è anche l’inizio di qualcosa che stavate aspettando da tempo. Ed è ora di rinascere e di farvi sorprendere beatamente.
Non abbiate paura di arrendervi e di fermarvi. Serve anche quello. Serve tutto.
Serve anche avere delle pause, che non devono essere delle scuse per non cambiare.
Sono solo pause di ristoro, di cementificazione e di riflessioni, utili per ripartire ancora più pieni e consapevoli che mai.
Si sa che avete un po’ paura, l’ho avuta anch’io, non temete, ma è il motore delle azioni di troppe persone: si ha paura di sbagliare, di non essere all'altezza, di fallire, di sognare troppo in grande. Dobbiamo anche essere dei combattenti visionari, appassionati, liberi ma, soprattutto, felici! Sono queste le persone che cambiano il mondo!
La questione è che ci vogliono le palle per cambiare la propria vita e fare delle scelte ed azioni che non si sono mai fatte.
Eh si, ci vuole coraggio per poter costruire qualcosa di importante per se e per gli altri!
Amo guardare la luce negli occhi di chi non si arrende e ritrova la voglia di sognare, imparare e costruire a qualunque età!!
Spesso la vita ti crea ostacoli, poi sopraggiungono stanchezza, delusione, demotivazione.....ma la strada per raggiungere quello che desideri è davanti a te!!! Rialzati, cambia pensieri e non arrenderti MAI!!!
Non ci sono solo problemi, ci sono solo INFINITE SOLUZIONI!

martedì 2 maggio 2017

Una mia esperienza di lavoro



Tempo fa venni contattata da uno studio di commercialisti, che aveva sede in due città d’Italia e  nell’Est d’Europa, che per questione di privacy non citerò.
Erano giunti a me tramite in mio cliente, che al titolare dello studio aveva parlato molto bene: mi aveva descritto come una persona brillante, affidabile, concreta, pragmatica e dall’aspetto molto piacevole. Avevo pensato subito che sull’aspetto fisico si era deciso a contattarmi, invece quando gli disse che ero (e sono) una persona molto riservata, si era svegliato da un suo torpore di stampo pariolino, e aveva richiesto il mio contatto perché, come poi mi ha raccontato il mio cliente, aveva urgenza di affidare un affare delicato ad una persona riservata.
Verso le 3 del pomeriggio di un lontano venerdì, noto che il mio cellulare non faceva altro che squillare. Resto basita ed infastidita per l’insistenza di questa telefonata.
Sarà che per educazione e rispetto quando non trovo risposta immediata, non sto lì a far squillare un telefono, a meno che non si tratti di urgenze da 118, 112 o 115.
D’altra parte chi insiste solitamente è una persona arrogante ed insicura (fateci caso! E non mettetevi mai al loro livello!).
Finita la mia riunione alquanto delicata con dei clienti alle prime armi e molto diffidenti, invito la mia segretaria a fare una ricerca sul numero che mi era apparso. Tempo nemmeno 10 minuti, e la mia preziosa collaboratrice mi informa che si trattava di uno studio di commercialisti ed associati, sottolineando anche che aveva trovato delle informazioni  che li riguardavano: in breve, non erano di persone perbene, o quantomeno oneste.
Nemmeno finisce di parlare, che subito squilla il telefono.
La invito a prendere la telefonata dal mio ufficio e dopo i convenevoli mi passa il dottor F.
Dato il forte accento ero riuscita, con molta fatica, a capire cosa volesse; in pratica, biascicava e dovevo decifrare le parole mozzate che mi infilava una dentro l’altra.
Per farla breve, decido di accettare il suo appuntamento.
                                                                                                                                                           
E l’indomani mi reco nel suo ufficio, che è ubicato in pieno centro ed a due passi dal “potere”.
Arrivo davanti al palazzo. Era tetro dall’esterno, entrando nell’atrio si vede il retro di un ristorante e dei suoi bidoni della spazzatura. Per non finire cade un po’ di calce perché agli ultimi piani stanno facendo dei lavori.
Mi sporgo per trovare il citofono e noto che a quell’interno fanno capo più di venti società dal nome molto simile.
Arrivo al primo piano e dopo poco mi apre una bella signora che con un grande sorriso e modi eleganti e cortesi mi inviata ad entrare nella grande sala riunioni dell’ufficio.
Lo stanzone ha i muri color ocra, un grande tavolone con sedie moderne in pelle, gli arredi sono lineari e semplici a differenza dei quadri alle pareti che hanno quel vago allure inglese di caccia alla volpe, le finestre hanno le imposte da sostituire che insieme al tutto illuminato a festa mi fa supporre che il tizio sia di braccino corto con manie di grandezza. Insomma, un connubio tra i più detestabili, perché spesso tali persone inventano storie bibliche pur di non pagare i dipendenti, scaricare dalle tesse anche le parolacce.
Dopo un po’ arriva il titolare dello studio: un uomo alto distinto ed elegante, coi capelli ben tagliati e con occhi chiari che con modi spicci mi invita ad accomodarmi e mi chiede se prendere un caffè. Accetto ben volentieri e chiedo anche dell’acqua.
Bussano alla porta. Ed insieme al caffè arrivano anche due persone: una donna ed un uomo, la fede collaboratrice ed il figlio. Mentre li aspettavamo, il signore dai modi spicci mi aveva parlato di loro, presentandomeli come nuove leve della finanza internazionale.
Senza alcun dubbio, penso, anche perché con il giro di conoscenze non avranno di sicuro bisogno di inviare il curriculum in lungo ed in largo.
Con mi dilungo nel descriverli, perché credo che ognuno di voi, mie care lettrici e miei cari lettori, avete ben chiaro il tipo di persone che di solito (ci tengo a sottolineare il di solito) si trovano in certi ambienti.
Fatti i discorsi convenevoli e bevuto il caffè, mi illustra un suo progetto, ossia riqualificare un hotel in una nota città europea. Mi faccio raccontare la storia dell’hotel e di come ne sia venuto in possesso. Mi illustra anche delle foto e di come vorrebbe far soldi anche tagliando gli stipendi ed aumentando, ove possibile, con uno stratagemma, le ore di lavoro del personale. Per ragioni di privacy, non descriverò ulteriormente.
Come da accordi tempo una settimana e gli faccio avere il preventivo per quanto richiesto nei giorni a seguire.
Dato che mi era parso una fintamente perbene e taccagno, la cifra da me richiesta era decisamente molto alta!
Perché taccagno, vi chiederete, perché aveva in maniera vela detto di non voler spendere troppi soldi. È un piccolo elemento, ma se l’osservate ed analizzate con attenzione le persone, vi renderete conto di che pasta è fatta.
Ne ho viste tante in vita mia, e mi basta un’occhiata veloce per capire con chi dovrei avere a che fare, e spesso aumento i prezzi per togliermeli di torno. Poche volte mi è andata male, ma mai tanta quanta la soddisfazione avuta nel far passare per tirchi certi individui e ho dovuto collaborare con persone sgradevoli.
Tornando a questi individui, il mio istinto mi diceva di non legarmi a loro e di non averli come clienti nemmeno occasionali.
Vi direte perché così spocchiosa. È presto detto.
Erano e sono dei mafiosi ripuliti, che come ben sapete hanno studiato e si sono evoluti ed ora si occupano di società che utilizzano per il riciclaggio di denaro sporco o per truffare lo Stato, partecipando alle sue gare di appalto.
In breve, la mia astuta segretaria aveva trovato degli articoli che parlavano di loro ed un mio conoscente mi aveva anche parlato di loro, sottolineando che avevano le spalle coperte.  

Vi lascio con alcuni consigli che vi saranno di aiuto.
·        Vi consiglio di non rispondere negli orari e nei momenti che per voi sono sacri.
·        Quando ricevete delle telefonate verificate sempre il numero e prendere informazioni su chi vi sta contattando, perché non vi farà di certo perdere del tempo.

TANTO TEMPO FA

Tanto tempo fa, quando non c’era mio marito nella mia vita, nel mio letto ed a leccarmi la figa ed io a fargli venire la voglia di cav...